Il vuoto che ha lasciato nel ciclismo Marco Pantani

Marco Pantani : un mito intramontabile anche dopo la morte.

Un campione romagnolo della bicicletta che con la sua morte ha lasciato un ricordo indelebile negli amanti dello sport e ciclismo.

Ebbene si, quel piccolo grande atleta classe 70, ha regalato sogni intensi anche se troppo brevi dovuta ad una morte prematura che nessuno si aspettava ma proprio perchè così accecante ed irruente nelle sue prestazioni, il grandioso Marco è rimasto vivo nei cuori di chi lo ha seguito quando nel 1998 toccò l’apice del successo nel Giro d’Italia-Tour de France.

Inutile ricordare che l’ultimo che era riuscito in un’impresa simile fu Fausto Coppi e se quell’anno segnò per il trentaquattrenne Marco una vetta ciclistica delle più ambite, non si può affermare lo stesso per l’anno a venire che gli presentò solo amarezze e delusioni basta ricordare gli episodi di Madonna di Campiglio quando l’ematocrito troppo alto, gli fece subire una perdita che fu da molti considerata una vera e propria ingiustizia.

Ed ecco che al Pantani ciclista, si sostituisce il Pantani uomo, colui il quale accusa malessere e debolezze. Marco che sebbene fosse riuscito a rialzarsi dopo incidenti gravi come quando fu investito da un fuoristrada e si ruppe tibia e perone e quando un gatto gli tagliò la strada provocandogli delle gravi lacerazioni alla coscia, diventa una persona che comincia a vacillare nel corpo e nello spirito perchè molte volte, quelle che si reputano sorprusi veri e propri, fanno più male dei dolori fisici.

Sono passati dieci anni dalla tragica scomparsa di quello sportivo definito da tutti ‘ Il Pirata’, un uomo che stando alle testimonianze della storica fidanzata danese Cristine, con la bici ci dormiva perchè Marco amava quello sport, era pervaso da quella passione che aveva nel DNA e che gli era stata tramandata dal nonno.

Un vuoto enorme ancora assale quando si pensa al pirata, quando si rimembrano le sue prestazioni, le sue salite che facevano innamorare milioni di spettatori con la sua immancabile bandana che svolazzava nell’aria.

Cristine lo ricorda con quella maniacale esigenza di prepararsi meticolosamente alle gare e con quell’innata voglia di prepararsi personalmente.

Cristine per ben sette lunghi anni, ha condiviso passioni, vincite, soddisfazioni e dissapori con questo grande atleta che dal culmine della gioia è passato quasi repentinamente alla disperazione, precipitando nel baratro profondo di quella che allora definirono una forte depressione.

Dieci lunghi anni sono oramai trascorsi da quel tragico giorno in cui l’uomo che nonostante il dolore fisico si rimetteva a pedalare dopo solo cinque mesi, fu ritrovato cadavere, in un’anonima stanzetta di un hotel di Rimini, riverso su scatole di antidepressivi per tenere a freno quell’ansia che si era scatenata in lui negli ultimi tempi.

Era un San Valentino che il pirata avrebbe dovuto trascorrere con la sua dolce metà ma che invece diventò una di quelle giornate stravolte non solo dalla tragedia immane della sua morte prematura ma anche dalle notizie confuse che a tratti arrivavano.

Si parlò di edema polmonare provocato da un mix di farmaci e un’overdose di cocaina ed è per questo che mamma Tonina, più volte ha fatto riaprire l’indagine sul figlio ritenendo invece che si fosse trattato di un omicidio.

In occasione del decimo anniversario della sua morte, sono molteplici le manifestazioni effettuate in suo onore e tutte accompagnate dalle commoventi parole della lettera scritta per lui da papà Paolo.

La prima manifestazione si è tenuta sul palco del Grad Hotel Da Vinci dove si è parlato delle sue innumerevoli imprese e la maglia gialla conquistata a Parigi dal grande pirata è stata consegnata dalla Signora Tonina a a Vincenzo Nibali, il ciclista dell’Astana che tentera’ l’assalto alla Grande Boucle.

Una rappresentanza del Milan e del Cesena, le due squadre amate da Pantani, hanno presenziato a questa commovente cerimonia che ha voluto ricordare quel ciclista dalla bravura immensa che volava sui pedali facendo svolazzare la sua mitica bandana.

Uno dei campioni dello sport in televisione e uno dei campioni del ciclismo che resterà sempre  nel cuore di tutti.